Come è fatto lo Scapin

Per la realizzazione dello scapin si comincia con la suola, si assemblano vari strati di stoffa pesante e si traccia la sagoma del piede. Ha così inizio “l’intralatura”, ovvero la cucitura a mano creata mediante un grosso punteruolo chiamato “lesna”, un ago da materassaio e un filo a due capi, un tempo di canapa oggi invece sisal, fibra anch’essa naturale vegetale.

1

Completato il “riempimento” della sagoma, la suola viene battuta e foderata sul rovescio con altri strati di stoffa, per creare così quello che sarà il nostro sottopiede

2

Si procede poi con la tomaia, composta anch’essa da cashmere, lana e cotone; solo l’esterno può variare a seconda delle richieste del cliente, ma sempre con tessuti esclusivamente naturali. Questa è l’unica fase di lavorazione che è eseguita a macchina

3

Una volta terminata la cucitura, la nostra tomaia viene così assemblata e bordata. Ora è pronta per essere attaccata alla suola

4

Il passaggio che vedete illustrato segue il metodo della cucitura “esterna”: si realizza inchiodando la suola e la tomaia con la forma, ora con l’aiuto della “lesna” per bucare, facendo passare un filo cerato con agli apici due aghi da materassaio e iniziando così a cucire manualmente tutta la forma.

6

Un altro metodo di cucitura è quella “interna” e si realizza modellando la tomaia senza l’utilizzo della forma

8

Una volta terminata l’attaccatura si utilizza un coltello da calzolaio per sgrossare l’eccesso di stoffa, poi si rifila ulteriormente con una forbice ricurva.

DSCN0070

Lo scapin rifinito è pronto per essere calzato….

7